SPECIALE. 730/2017: chi lo deve presentare? Chi è esonerato?

La presentazione della dichiarazione dei redditi, sia che si tratti di Unico che di mod. 730 non sempre è obbligatoria.
In linea di massima l’obbligo viene meno quando il legislatore sa che la sua presentazione non comporterebbe il pagamento di imposte, o perchè già trattenute dal sostituto, o perchè già tassati alla fonte o perchè esenti.
 
Il contribuente deve controllare se è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi – modello 730 o modello Redditi persone fisiche (ex UNICO) – oppure se è esonerato. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione se ha conseguito redditi nell’anno 2016 e non rientra nelle ipotesi di esonero elencate qui di seguito.
La dichiarazione deve comunque essere presentata se le addizionali all’Irpef non sono state trattenute o sono state trattenute in misura inferiore a quella dovuta. La dichiarazione deve essere presentata anche se sono stati percepiti esclusivamente redditi che derivano dalla locazione di fabbricati per i quali si è optato per la cedolare secca e se non è stato trattenuto dal sostituto d’imposta il contributo di solidarietà.
 
La dichiarazione può essere presentata, anche in caso di esonero, per dichiarare eventuali spese sostenute o fruire di detrazioni o per chiedere rimborsi relativi a crediti o eccedenze di versamento che derivano dalle dichiarazioni degli anni precedenti o da acconti versati per il 2016.
 
Vediamo nel dettaglio quali sono i casi in cui l’obbligo di dichiarare i redditi viene meno, così come elencati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

730/2017: chi può presentare il modello di dichiarazione 730?

Come indicato dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario, i contribuenti che nel 2017 sono:

  • pensionati o lavoratori dipendenti (compresi i lavoratori italiani che operano all’estero per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale definita annualmente con apposito decreto ministeriale);
  • persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (es. integrazioni salariali, indennità di mobilità);
  • soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
  • sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);
  • persone impegnate in lavori socialmente utili;
  • lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno. Questi contribuenti possono rivolgersi: – al sostituto d’imposta, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio 2016; – a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio 2016 e si conoscono i dati del sostituto d’imposta che dovrà effettuare il conguaglio;
  • personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato, che si può rivolgere al sostituto d’imposta o a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell’anno 2015 al mese di giugno dell’anno 2016;
  • lavoratori che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa (art. 50, comma 1, lett. c-bis, del TUIR) almeno nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio 2016 e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, presentando il Mod. 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato;
  • produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), IRAP e IVA.
I contribuenti sopra elencati possono presentare il modello 730 precompilato o ordinario anche in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio.
Il modello 730 senza sostituto precompilato va presentato direttamente all’Agenzia delle entrate ovvero a un Caf o a un professionista abilitato. Il modello 730 senza sostituto ordinario va presentato a un Caf o a un professionista abilitato.
 
Possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario i contribuenti che nel 2016 hanno percepito:
  • redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (es. co.co.co. e contratti di lavoro a progetto);
  • redditi dei terreni e dei fabbricati;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente);
  • redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);
  • alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata, indicati nella sezione II del quadro D.

730/2017: ecco chi può non presentare il modello

CASI DI ESONERO

È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella seconda colonna. L’esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.

TIPO DI REDDITO CONDIZIONI
Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)  
Lavoro dipendente o pensione 1. Redditi corrisposti da un unico sostituto d’imposta obbli­gato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dall’ultimo che ha effettuato il conguaglio
Lavoro dipendente o pensione + Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*) 2. Le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale
Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa compresi i lavori a progetto. Sono escluse le collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale di natura non profes­sionale rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche  
Redditi esenti. Esempi: rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, alcune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli han­seniani, pensioni sociali  
Redditi soggetti ad imposta sostitutiva (diversi da quelli soggetti a cedolare secca). Esempio: interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico  
Redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Esempi: interessi sui conti correnti bancari o postali; redditi derivanti da lavori socialmente utili  
(*) L’esonero non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune dell’abitazione principale. Abitazione principale e pertinenze per le quali non è dovuta l’Imu

CASI DI ESONERO CON LIMITE DI REDDITO

È esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente che possiede esclusivamente i redditi indicati nella prima colonna, nei limiti di reddito previsti nella seconda colonna, se si sono verificate le condizioni descritte nella terza colonna.
L’esonero non si applica se il contribuente deve restituire in tutto o in parte, il bonus Irpef.

TIPO DI REDDITO LIMITE DI REDDITO

     
TIPO DI REDDITO LIMITE DI REDDITO (uguale o inferiore a) CONDIZIONI
Terreni e/o fabbricati (comprese abitazione principale e sue pertinenze (*)) 500  
Lavoro dipendente o assimilato + altre tipologie di reddito (**)

8.000

Periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni
Pensione + altre tipologie di reddito (**)

7.500

Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni.
Pensione + terreni + abitazione principale e sue pertinenze (*) (box, cantina, ecc.)

7.500 (pensione)

Le detrazioni per coniuge e familiari a carico so­no spettanti e non sono dovute le addizionali re­gionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
185,92 (terreni)  
Pensione + altre tipologie di reddito (**) 8.000 Periodo di pensione non inferiore a 365 giorni. Contribuente di età pari o superiore a 75 anni.
Le detrazioni per coniuge e familiari a carico so­no spettanti e non sono dovute le addizionali re­gionale e comunale. Se il sostituto d’imposta ha operato le ritenute il contribuente può recuperare il credito presentando la dichiarazione.
Assegno periodico corrisposto dal coniuge + altre tipologie di reddito (**) È escluso l’assegno periodico destinato al mantenimento dei figli

7.750

 
Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro.

4.800

 
Esempi: compensi percepiti per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale, redditi da attività commerciali occasionali, redditi da attività di lavoro autonomo occasionale
Compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche

28.158,28

 
(*) Abitazione principale e pertinenze per le quali non è dovuta l’Imu.
(**) Il reddito complessivo deve essere calcolato senza tener conto del reddito derivante dall’abitazione principale e dalle sue pertinenze.

CONDIZIONE GENERALE DI ESONERO

 
In generale è esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente, non obbligato alla tenuta delle scritture contabili, che possiede redditi per i quali è dovuta un’imposta non superiore ad euro 10,33 come illustrato nello schema seguente:
Contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili che si trovano nella seguente condizione:
imposta lorda (*)
– detrazioni per carichi di famiglia
– detrazioni per redditi di lavoro dipendente, pensione e/o altri redditi
– ritenute
= importo non superiore a euro 10,33
(*) L’imposta lorda è calcolata sul reddito complessivo al netto della deduzione per l’abitazione principale e relative pertinenze.

730/2017: ecco chi deve presentare il modello Redditi Persone fisiche

Devono presentare il modello Unico Persone fisiche 2016 e non possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario i contribuenti che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  •  nel 2016 hanno percepito:

– redditi derivanti da produzione di “agroenergie” oltre i limiti previsti dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66;
– redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;
– redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;
– redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5;
– plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;
– redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario;

  •  nel 2016 e/o nel 2017 non sono residenti in Italia.  Sono considerate residenti in Italia, ai fini tributari, le persone fisiche che rientrano in una delle seguenti categorie:
    1. soggetti iscritti nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo d’imposta;
    2. soggetti non iscritti nelle anagrafi, che hanno nello Stato il domicilio per la maggior parte del periodo d’imposta (il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, art. 43 c.c.);
    3. soggetti non iscritti nelle anagrafi che hanno nello Stato la residenza per la maggior parte del periodo d’imposta (la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, art. 43 c.c.).
    Le condizioni si verificano per la maggior parte del periodo d’imposta se sussistono per oltre 183 giorni anche non continuativi o per oltre la metà del periodo intercorrente tra l’inizio dell’anno e il decesso o la nascita e la fine dell’anno.
    La circolare n. 304 del 02.12.1997 precisa che il riferimento temporale all’iscrizione anagrafica, al domicilio o alla residenza del soggetto va verificato anche tenendo conto della sussistenza di un legame affettivo con il territorio italiano. Tale legame sussiste qualora la persona abbia mantenuto in Italia i propri legami familiari o il centro dei propri interessi patrimoniali e sociali.
    In ogni caso, ai sensi della legislazione italiana, sono sempre considerati residenti, salvo prova contraria, coloro che sono stati cancellati dalle anagrafi della popolazione residente in quanto emigrati in territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con DM 4/5/99.
     
  • devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, Mod. 770 ordinario e semplificato (sostituti d’imposta);
  • utilizzano crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero diversi da quelli di cui al rigo G4;
  • devono presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.

fonti: Il Sole 24 Ore, Fisco&Tasse

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730 precompilato

I destinatari della precompilata

Il modello 730 precompilato è reso disponibile ai contribuenti che, nell’anno 2014, risultano essere lavoratori dipendenti e pensionati, per i quali i sostituti d’imposta hanno trasmesso all’Agenzia, nei termini, la Certificazione Unica. Inoltre, per poter ricevere la dichiarazione precompilata, bisogna aver presentato per l’anno d’imposta 2013, il modello 730, o il modello Unico persone fisiche o il modello Unico Mini, pur avendo i requisiti per optare per il 730.

Accesso online o tramite intermediario

Il contribuente può accedere direttamente alla dichiarazione precompilata attraverso il sito internet dell’Agenzia o rivolgersi al proprio sostituto d’imposta, ad un Caf o a un professionista. Nel primo caso è necessario utilizzare le credenziali del servizio telematico Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle Entrate o usare la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, è possibile autenticarsi tramite il portale dell’Inps, utilizzando le credenziali dispositive rilasciate dall’ente previdenziale. L’abilitazione a Fisconline, con il rilascio della password e del pin personali, puo’ essere richiesta sia online, tramite il sito internet dell’Agenzia, sia recandosi presso qualsiasi ufficio delle Entrate, anche tramite soggetto delegato, oppure per telefono. Se la richiesta e’ effettuata dal diretto interessato presso un ufficio dell’Agenzia, viene rilasciata la prima parte del codice pin e la password di primo accesso; la seconda parte del pin potra’ essere subito prelevata dal contribuente direttamente via internet. A garanzia degli utenti, in caso di richiesta online, per telefono, o tramite soggetto delegato, la procedura prevede che la prima parte del pin sia rilasciata immediatamente, mentre la seconda parte, con la password di primo accesso, sia inviata per posta presso il domicilio del contribuente registrato in Anagrafe tributaria.

Se non si è pratici nell’uso di strumenti informatici

Naturalmente, il contribuente che non possiede un pc o non ha dimestichezza con gli strumenti informatici può rivolgersi al proprio sostituto d’imposta, ad un Caf o a un professionista abilitato. Per accedere alla dichiarazione precompilata del contribuente questi soggetti devono acquisire in via preventiva un’apposita delega, unitamente alla copia di un documento di identita’ del delegante. Nella dichiarazione precompilata sono riportati, oltre ai redditi di lavoro dipendente, di pensione o assimilati e alle ritenute, anche i dati dei familiari, indicati in un prospetto ad hoc loro dedicato. Inoltre, nel quadro D del 730 precompilato trovano posto i redditi di lavoro autonomo occasionali e gli altri redditi diversi, mentre nel quadro E sono inserite le informazioni relative ad alcuni oneri detraibili e deducibili. In particolare, nell’elaborato precompilato trovano spazio anche i dati trasmessi da taluni enti esterni, quali i soggetti che erogano mutui agrari o fondiari, le imprese assicuratrici e gli enti previdenziali. I dati loro riferibili sono: quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso, premi di assicurazione sulla vita e contributi previdenziali e assistenziali. Dalla dichiarazione precedente sono desunte le eventuali eccedenze d’imposta e le rate annuali detraibili per oneri sostenuti in anni precedenti tra cui, ad esempio, le spese sostenute per interventi di recupero edilizio, per interventi di risparmio energetico e per l’arredo degli immobili ristrutturati. Naturalmente, nella precompilata trovano posto anche i dati relativi a terreni e fabbricati, ricavati dalla dichiarazione dell’anno precedente con le eventuali variazioni intervenute nel 2014.

Quando presentare il 730 precompilato

Dal prossimo 15 aprile il contribuente trovera’ il 730 precompilato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, all’interno della propria area riservata. Dal 1° maggio al 7 luglio sara’ possibile accettare o modificare la dichiarazione e trasmetterla all’Agenzia direttamente via web o tramite un intermediario. Anche i contribuenti che non dispongono di un sostituto d’imposta tenuto ad effettuare il conguaglio possono presentare la dichiarazione precompilata: in questo caso, i rimborsi saranno eseguiti direttamente dall’Amministrazione finanziaria. Sara’ comunque possibile continuare a presentare, sempre entro il 7 luglio, il 730 ordinario senza ricorrere al modello precompilato.

Possibile anche in forma «congiunta»

Per chi lo scorso anno ha presentato il modello 730 congiunto e quest’anno possiede i requisiti per utilizzare il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una dichiarazione precompilata «singola». E’ comunque possibile presentare la dichiarazione in forma congiunta ma occorre rivolgersi al proprio sostituto che presta assistenza fiscale, oppure ad un Caf o ad un professionista abilitato: per il primo anno di avvio sperimentale, infatti, non e’ consentita la presentazione della dichiarazione precompilata congiunta direttamente in via telematica.

Stop ai controlli

Se il 730 precompilato viene accettato senza modifiche o con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, nei confronti del contribuente non verra’ eseguito il controllo documentale (36-ter del Dpr n. 600 del 1973) sugli oneri precompilati comunicati all’Agenzia da banche, assicurazioni ed enti previdenziali, ne’ quello preventivo sui rimborsi superiori a 4.000 euro in presenza di detrazioni per carichi di famiglia ed eccedenze derivanti dalla dichiarazione precedente. Inoltre, se la dichiarazione viene presentata tramite un intermediario, il controllo documentale verra’ svolto nei confronti del Caf o del professionista che ha apposto il visto di conformita’ sulla dichiarazione. Le stesse agevolazioni sono previste anche se il 730 viene presentato tramite un intermediario con le modalita’ ordinarie. Resta ferma, comunque, la possibilita’ di effettuare controlli nei confronti del contribuente per verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.

Se il visto di conformità è infedele

In caso di apposizione, da parte di un intermediario, di un visto di conformita’ infedele (ad esempio se non ha correttamente riscontrato la documentazione a supporto di spese detraibili o deducibili), l’intermediario e’ tenuto al pagamento di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. La responsabilità degli intermediari è però esclusa nel caso in cui l’infedelta’ del visto sia stata determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. L’intermediario che si accorge di aver apposto un visto infedele dopo l’invio della dichiarazione, deve avvisare il contribuente e trasmettere all’Agenzia la dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre dell’anno in cui e’ stata prestata l’assistenza. Se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, il Caf o il professionista possono comunicare entro la stessa data alle Entrate i dati rettificati. 

fonte: Il Sole 24 Ore

Le novità del modello 730/2014

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Vediamo le novità contenute nel modello.

  1. Familiari a carico – aumenta la detrazione per i figli a carico. L’importo della detrazione teorica corrisponde, dal 2013, a:
  • Euro 950,00 per ciascun figlio (Euro 800,00 fino al 31.12.2012)
  • Euro 1.220,00 per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni (Euro 950,00 fino al   31.12.2012)

Detto importo teorico subisce un aumento in presenza delle seguenti condizioni:

  • aumento di Euro 400,00 per ciascun figlio portatore di handicap ai sensi dell’art. 3 della L. n.104/1992 (Euro 220,00 fino al 31.12.2012);
  • aumento di Euro 200,00 per ciascun figlio a partire dal primo, per i genitori che abbiano più di tre figli a carico.

2. Terreni – è prevista l’ulteriore rivalutazione del reddito dominicale e agrario, della quale si è già tenuto conto in sede di calcolo degli acconti per l’anno d’imposta in corso. La rivalutazione è pari al 15%, ridotta al 5% per i terreni posseduti e condotti da CD o da IAP iscritti alla previdenza agricola.

3. Fabbricati  – la riduzione forfetaria sui canoni di locazione è stata diminuita dal 15% al 5%. L’importo del canone che concorre alla formazione del reddito complessivo passa quindi al 95%.

4. Transfrontalieri – proroga anche per il 2013 dell’agevolazione IRPEF di deduzione dal reddito dell’importo di Euro 6.700,00 per i soggetti residenti in Italia che svolgono attività dipendente in qualità di transfrontalieri.

5. Premi di produttività – detassazione di straordinari e premi di produttività anche per l’anno 2013 per l’importo imponibile massimo di Euro 2.500,00; il reddito relativo all’anno 2012 dovrà essere non superiore a Euro 40.000,00.

6. Erogazioni liberali – è possibile detrarre il 19% delle erogazioni liberali in danaro effettuate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, senza alcun limite d’importo.

Le novità previste dal D.L. 102/2013

1. Cedolare secca – per i canoni di locazione a canone concordato, l’aliquota d’imposta passa dal 19% al 15%.

2. Assicurazioni – relativamente ai premi assicurativi di polizze vita e infortuni stipulate fino al 31/12/2000 e di polizze in caso morte, invalidità permanente e non autosufficienza stipulate dal 1/1/2001, viene ridotto il limite massimo detraibile che passa da Euro 1.291,14 a Euro 630,00.

Le novità previste dal D.L. 63/2013

1. Detrazione recupero edilizio – prorogata al 31 dicembre 2013 la detrazione nella misura del 50% con limite massimo di Euro 96.000,00.

2. Detrazioni per misure antisismiche – introdotta la detrazione per le spese relative a interventi finalizzati all’adozione di misure antisimiche per abitazioni principali o per costruzioni adibite ad attività produttive nella misura del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 con limite massimo di Euro 96.000,00.

3. Riqualificazione energetica – prorogata al 31 dicembre 2013 la detrazione nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013.

4. Bonus arredo – prevista la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica A+/A o superiore per forni) destinati a immobili oggetto di ristrutturazione, nella misura del 50% fino all’importo di Euro 10.000,00 per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013.

Altre novità

1. Addizionale comunale – applicata anche ai redditi superiori a Euro 7.500,00 derivanti dall’esercizio di attività sportive dilettantistiche (Risoluzione 106/2012).

2. Erogazioni liberali – ammessa la detrazione pari al 19% dell’importo relativo a erogazioni liberali devolute a istituti scolastici, comprese le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e delle università e dell’innovazione universitaria (D.L. 104/2013).

3. Erogazioni liberali – aumento della detrazione al 24% per le erogazioni liberali devolute nel 2013 a favore di Onlus (fino a Euro 2.065,00) e a partiti e movimenti politici (tra i 50 e i 100 mila Euro) (Legge 96/2012).

4. Assegni corrisposti ai ministri del culto – equiparati ai redditi di lavoro dipendente, relativamente ai ministri del culto dell’Unione Buddhista italiana e dell’Unione Induista italiana; tali Unioni concorrono alla ripartizione dell’8%.

Non è stata prorogata, invece, la detrazione per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso; è stato abolito anche il Contributo di perequazione, considerato costituzionalmente illegittimo dalla Sentenza della Corte Costituzionale 116/2013.

È sempre il D.L. 69/2013 che all’art.51-bis istituisce dal 2014 la possibilità di presentazione del modello 730 anche per i soggetti privi di sostituto d’importa, il cui risultato di liquidazione presenti un debito, oltre che un credito.

Due ultime novità, introdotte dalla Legge di Stabilità 2014 ma ancora in fase di approvazione, riguardano:

1. il controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate sulle detrazioni spettanti per carichi di famiglia, da effettuare entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione del modello 730, in presenza di un credito da rimborsare superiore a Euro 4.000,00;

2. la concorrenza alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e relative addizionali per il reddito degli immobili non locati situati nel medesimo Comune nel quale si trova l’abitazione principale, nella misura del 50%, ancorché assoggettati a IMU.

Bonus mobili più semplice / Detrazione sugli arredi fino a 10mila euro

                             bonus

Il decreto casa del Governo fa marcia indietro sul bonus mobili e cancella il limite secondo cui la spesa per gli arredi non può essere superiore a quella per i lavori di ristrutturazione. Detto diversamente, anche chi spende 2mila euro per rifare l’impianto elettrico di casa potrà calcolare la detrazione del 50% su un importo massimo di 10mila per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Lo sconto fiscale del 50% sui mobili e grandi elettrodomestici si applica su una spesa massima di 10mila euro e va diviso in 10 rate annuali. La detrazione annuale massima, quindi, è di 500 euro. Il bonus sugli arredi è riservato a chi beneficia della detrazione per il recupero edilizio del 50 per cento.

Pagamento anche con bancomat e carta di credito

I mobili e gli elettrodomestici possono essere pagati con bonifico “parlante” (usando lo stesso modulo delle ristrutturazioni agevolate al 50% e la stessa causale), ma le Entrate ammettono anche gli acquisti con carte di credito o bancomat. Bocciati, invece, assegni e contanti.

La circolare 29/E/2013, tra i mobili agevolati, cita ad esempio letti, materassi, armadi, librerie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, inclusi gli apparecchi di illuminazione che sono un «necessario complemento» dell’arredo. Sono comprese le spese di trasporto e montaggio. Esclusi, invece, oggetti d’antiquariato, porte, parquet, tende e altri complementi d’arredo.

I «grandi elettrodomestici» agevolati sono quelli indicati dell’allegato 1B del Dlgs 151/2005, che include ad esempio frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, stufe elettriche, forni, condizionatori. Devono essere di classe A+ o superiore (A per i forni). I prodotti senza etichetta energetica sono agevolati solo per le categorie per cui non è ancora obbligatoria l’etichettatura.

La detrazione del 50% vale per gli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici effettuati tra il 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2014. Le spese per il recupero edilizio a cui abbinare lo sconto, invece, possono essere state sostenute tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2014. È fondamentale che i lavori siano iniziati prima dell’acquisto degli arredi, ma il pagamento all’impresa edile può essere anche successivo a quello per il mobiliere.

La detrazione sugli arredi è “agganciata” a quella del 50% per il recupero edilizio. Come hanno chiarito le Entrate a Telefisco, gli interventi devono essere almeno di manutenzione straordinaria per poter dare diritto al bonus su mobili ed elettrodomestici. Niente cambio della serratura o di una presa elettrica difettosa, quindi, ma via libera all’installazione dell’allarme che richiede lavori in muratura e sull’impianto elettrico, così come all’installazione di una porta blindata. Consente di avere il bonus anche un impianto fotovoltaico, ma solo su abitazioni monofamiliari.

Leggi qui la lista completa dei lavori (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-30/bonus-mobili-come-funziona-205458.shtml?uuid=ABCwkRt#navigation)

fonte: Il Sole 24 Ore