Partite Iva, niente più sanzione per l’omessa dichiarazione di cessazione.

Non si paga più alcuna sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di un’attività. Lo ricorda l’agenzia delle Entrate che, con la risoluzione n. 7/E/2017, ha abolito il codice tributo 8120 che era necessario per il pagamento della multa. La sanzione era stata abolita dall’articolo 7- quater del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193): con il decreto sulle semplificazioni fiscali era stato infatti stabilito che «L’agenzia delle Entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite Iva dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività d’impresa ovvero artistiche e professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria» e che non si applica più la sanzione per la mancata presentazione della dichiarazione di cessazione attività ai fini Iva. Il codice tributo 8120 era stato istituito con la la risoluzione n. 35/E del 3 aprile 2014. La sanzione per l’omessa comunicazione di cessazione dell’attività andava da un minimo di 516 euro a un massimo di 2.065 euro. Il contribuente poteva comunque sanare l’omissione ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso.

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Affitti, partite Iva, pagamenti con F24: così il fisco diventa più semplice.

Il contratto d’affitto non va più nel 730
Tra le novità in arrivo con il decreto sulle semplificazioni un alleggerimento per tutti i proprietari di immobili concessi in locazioni. Dal prossimo anno non sarà più obbligatorio indicare nella dichiarazione dei redditi i contratti di locazione.

Partite Iva inattive da chiudere

Arriva la cancellazione delle partite Iva inattive. L’agenzia delle Entrate procederà alla chiusura d’ufficio delle partite Iva inattive da almeno tre anni senza applicazione di sanzioni amministrative. La chiusura sarà comunicata preventivamente il contribuente potrà evitarla rispondendo subito alle Entrate. L’operazione non prevede l’applicazione di sanzioni amministrative come invece era accaduto in passato con la precedente chiusura datata 2011.

Torna l’F24 cartaceo oltre i mille euro

Addio l’obbligo della delega di pagamento elettronico con F24 sopra i mille euro. Chi non ha partita Iva e non ha molta confidenza con la tecnologia potrà tornare a usare l’F24 cartaceo. La semplificazione è pensata soprattutto ai pensionati che non saranno non più obbligati a ricorrere all’aiuto del commercialista o del Caf, in alcuni casi anche a pagamento.

Ad agosto non si risponde alle Entrate

Arriva la moratoria estiva degli adempimenti. I contribuenti destinatari di una comunicazione amministrativa dal Fisco nel periodo dal 1° al 31 agosto di ogni anno avranno 30 giorni di proroga per rispondere: tutto sarà rinviato a settembre dopo la pausa estiva. La moratoria riguarderà anche gli avvisi bonari, come ad esempio quelli recapitati lo scorso anno su Unico 2013.

Dalle black list ai beni ai soci: taglio alle comunicazioni

Meno obblighi di comunicazioni al Fisco per imprese e professionisti. Esce di scena la comunicazione delle operazioni con controparti ubicate in Paesi black list e sarà eliminato anche l’obbligo di segnalare i beni della società concessi in utilizzo ai soci così come i finanziamenti dai e ai soci stessi.

Il 2 e il 5 per mille non aspettano le integrative

L’erogazione delle quote del 2 per mille alle associazioni culturali e del 5 per mille non terranno conto delle dichiarazioni integrative che ritardavano i tempi di liquidazione. Con la semplificazione in arrivo la liquidazione di queste somme ai soggetti scelti dai contribuenti avverrà più velocemente: il calcolo delle opzioni sarà effettuato sulle dichiarazioni presentate entro giugno/settembre senza più attendere l’arrivo dei modelli integrativi (di regola ottobre per il 730 e ancora più in là per Unico).

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