ROTTAMAZIONE delle CARTELLE: c’è tempo fino al 30 novembre

C’è tempo fino al 30 novembre 2017 per rimettersi in regola con i pagamenti scaduti della definizione agevolata. I contribuenti che avevano già aderito alla “rottamazione delle cartelle” e che hanno saltato, o pagato parzialmente, le prime due rate (le scadenze erano fissate al 31 luglio 2017, per la prima o unica rata e al 2 ottobre 2017 per la rata successiva) potranno pagare le rate non versate senza l’aggiunta di sanzioni o ulteriori interessi. Per effettuare il pagamento è possibile utilizzare i bollettini RAV ricevuti dall’Agente della riscossione nella comunicazione di avvenuta adesione.
 
È questa una delle principali novità introdotte dal decreto fiscale 148/2017 (articolo 1, comma 1). In tal modo, si consente ai contribuenti interessati di rimettersi in regola e di non perdere i benefici previsti dalla rottamazione, semplicemente saldando le rate scadute previste dal piano di rateizzazione della definizione agevolata.
 
Si ricorda, inoltre, che il prossimo 30 novembre scade anche la terza rata del piano.
 
In altri termini, per effetto dello slittamento al 30 novembre della scadenza della prima e della seconda rata, i contribuenti che non avevano rispettato i termini originari non saranno più considerati “decaduti” (come inizialmente previsto dal Dl 193/2016). Nel caso in cui il contribuente abbia effettuato un pagamento parziale di una o due rate, potrà versare la differenza (saldo) entro il 30 novembre.
 
Con il versamento del totale complessivo delle rate scadute, e dell’eventuale terza rata, entro la scadenza di fine novembre, i contribuenti saranno considerati in regola con i pagamenti per l’anno 2017 e non dovranno compiere ulteriori adempimenti.
Resta inteso che dovranno comunque essere rispettate le altre eventuali scadenze, quarta e quinta rata, previste nel piano di rateizzazione per non perdere i benefici previsti dalla rottamazione.
 
Per effettuare il pagamento sono disponibili i seguenti canali:

  • sportelli bancari e uffici postali, presentando all’operatore il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione
  • internet banking, collegandosi al sito della propria banca per utilizzare il servizio per il pagamento dei RAV (è sufficiente inserire il numero del bollettino RAV e l’importo da pagare, mentre non è obbligatorio indicare la causale)
  • sportelli bancomat (Atm) abilitati, utilizzando la propria tessera bancomat e accedendo al servizio per il pagamento dei RAV
  • tabaccai convenzionati con Banca 5 SpA, punti vendita Sisal e Lottomatica (in tal caso, il contribuente deve presentare il bollettino RAV ricevuto dall’Agente della riscossione e il rivenditore provvederà a effettuare il pagamento)
  • sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione (il contribuente non deve necessariamente presentare il bollettino RAV, ma può richiedere di pagare indicando anche solo il proprio codice fiscale. L’operatore di sportello provvederà a effettuare il pagamento)
  • sito Agenzia delle entrate-Riscossione e App Equiclick (il contribuente può pagare il bollettino RAV collegandosi alla sezione pagamenti del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, inserendo il proprio codice fiscale, il codice RAV e l’importo dovuto). 

Si ricorda, inoltre, che è possibile pagare i tributi indicati nelle cartelle di pagamento, utilizzando in compensazione crediti commerciali “certificati” vantati nei confronti della pubblica amministrazione (per saperne di più si rinvia all’apposita sezione del sito di Agenzia entrate-Riscossione).
Sullo stesso sito, infine, i contribuenti possono trovare utili guide sintetiche, le risposte alle domande più frequenti (Faq) e le pagine informative relative alla definizione agevolata.

fonte: Agenzia delle Entrate

Accertamento esecutivo e rottamazione dei ruoli.

Avviso di accertamento esecutivo: a quali atti si applica e quando è possibile farlo rientrare nella rottamazione.

L’accertamento esecutivo è l’atto che dal 1 ottobre 2011 viene utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per richiedere il pagamento delle imposte a seguito di controllo sostanziale. (legge n. 111 del 15 luglio 2011).

L’avviso di accertamento esecutivo si applica:

  • agli accertamenti relativi alle imposte sui redditi, Irap e Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate a partire dal periodo di imposta 2007.

L’avviso di accertamento esecutivo non si applica:

  • ai controlli automatizzati delle dichiarazione (art. 36 bis)
  • ai controlli formali delle dichiarazioni (art. 36 ter)
  • ai crediti dei Comuni e degli altri Enti che si avvalgono di Equitalia per la riscossione.

Cosa deve contenere l’avviso di accertamento esecutivo

A pena di nullità l’avviso di accertamento esecutivo deve contenere oltre alla motivazione:

  •  gli imponibili accertati e le aliquote applicate
  •  le imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute di acconto e dei crediti d’imposta
  •  l’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni nonché il responsabile del procedimento
  •  le modalità e il termine del pagamento
  • l’organo giurisdizionale al quale è possibile ricorrere.

Cosa può fare il contribuente che riceve un avviso di accertamento esecutivo

Il contribuente che riceve un avviso di accertamento esecutivo può:

  • prestare “acquiescenza”, pagando entro il termine di presentazione del ricorso (60 giorni salvo la sospensione feriale) e rinunciando a presentare ricorso o istanza di accertamento con adesione. Per il pagamento entro 60 giorni beneficerà della riduzione delle sanzioni
  • se prima dell’accertamento esecutivo non ha ricevuto l’invito al contraddittorio, potrà formulare la proposta di accertamento con adesione e in caso di esito positivo le sanzioni si applicano nella misura di 1/3 del minimo previsto dalla legge

Quando l’accertamento diventa esecutivo

Passato il termine per proporre ricorso, di regola 60 giorni, senza che il contribuente ha provveduto al pagamento di quanto richiesto,  gli avvisi di accertamento diventano esecutivi e trascorsi ulteriori 30 giorni dal termine previsto per il pagamento vengono affidati all’agente incaricato della riscossione, senza necessità di emettere il ruolo e la cartella di pagamento.
L’agente della riscossione con raccomandata semplice o posta elettronica informa il contribuente di aver preso in carico (affidamento)  le somme per la riscossione.
Dalla data della presa in carico o affidamento, trascorsi ulteriori 180 giorni, l’agente puoò procedere all’esecuzione forzata.

Cosa prevede la norma sulla rottamazione dei ruoli

Rientrano nella rottamazione dei ruoli gli accertamenti esecutivi che sono stati affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2016, in sostanza quindi quelli per cui i termini per proporre ricorso sono scaduti.
La data di affidamento non è pero’ conosciuta al contribuente e a questo scopo la norma (art.6, c. 3-ter)  ha previsto che sarà compito dell’agente incaricato alla riscossione comunicarla, con posta ordinaria,  al contribuente entro il mese di febbraio 2017. Oppure sarà il contribuente ad attivarsi andando presso gli Uffici dell’agente.
Se al 31 dicembre non sono ancora scaduti i termini per pagare (di regola 60 giorni)  e quindi l’affidamento all’agente della riscossione non è ancora avvenuto sembra non si possa rientrare nella rottamazione.

Per questa fattispecie e per le altre si attende un chiarimento da parte dell’Agenzia soprattutto per non creare disparità tra i contribuenti.

Normativa di riferimento Art. 29 D.L. 31 maggio 2010, n. 78

Art. 29 –  Concentrazione della riscossione nell’accertamento
  1. Le attività di riscossione relative agli  atti  indicati  nella seguente lettera a) emessi a partire dal 1° ottobre 2011  e  relativi ai periodi d’imposta in corso  alla  data  del  31  dicembre  2007  e successivi, sono potenziate mediante le seguenti disposizioni:
    a) l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate  ai fini  delle  imposte  sui  redditi,  dell’imposta   regionale   sulle attività  produttive  e  dell’imposta  sul  valore  aggiunto  ed  il connesso  provvedimento  di  irrogazione   delle   sanzioni,   devono contenere anche l’intimazione  ad  adempiere,  entro  il  termine  di
presentazione del ricorso, all’obbligo  di  pagamento  degli  importi negli stessi indicati, ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso  ed   a   titolo  provvisorio,   degli   importi   stabiliti dall’articolo 15 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n. 602. L’intimazione ad adempiere  al  pagamento  e’ altresì contenuta nei successivi atti da notificare al contribuente, anche mediante raccomandata con avviso di  ricevimento,  in  tutti  i casi in cui siano rideterminati  gli  importi  dovuti  in  base  agli avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi dell’imposta regionale  sulle  attività  produttive  e  dell’imposta  sul  valore aggiunto ed ai connessi provvedimenti di irrogazione  delle  sanzioni ai sensi dell’articolo 8, comma  3-bis  del  decreto  legislativo  19 giugno 1997, n. 218, dell’articolo 48, comma 3-bis,  e  dell’articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e  dell’articolo 19 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, nonché in  caso di definitività dell’atto di accertamento impugnato. In tali  ultimi casi il versamento delle somme dovute deve  avvenire  entro  sessanta giorni dal ricevimento della raccomandata; la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 18  dicembre  1997, n. 471, non  si  applica  nei  casi  di  omesso,  carente  o  tardivo versamento  delle  somme  dovute,  nei  termini  di  cui  ai  periodi precedenti, sulla base degli atti ivi indicati;
    b) gli atti di cui alla lettera a) divengono esecutivi  ((decorso il  termine  utile  per  la  proposizione  del  ricorso))  e   devono espressamente recare l’avvertimento che, decorsi  trenta  giorni  dal termine  ultimo  per  il  pagamento,  la  riscossione   delle   somme richieste, in deroga alle disposizioni in  materia  di  iscrizione  a ruolo, e’ affidata in carico agli agenti della riscossione  anche  ai fini  dell’esecuzione  forzata,  con  le  modalità determinate  con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,  di  concerto con il Ragioniere  generale  dello  Stato.  L’esecuzione  forzata  e’ sospesa per un periodo  di  centottanta  giorni  dall’affidamento  in carico agli agenti della riscossione degli atti di cui  alla  lettera a); tale sospensione non  si  applica  con  riferimento  alle  azioni cautelari e conservative, nonché ad ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. ((La predetta sospensione non opera  in  caso  di  accertamenti  definitivi,  anche  in  seguito  a giudicato,  nonché  in  caso  di  recupero  di  somme  derivanti  da decadenza  dalla  rateazione.))  L’agente  della  riscossione,  ((con raccomandata semplice o posta elettronica)), informa il  debitore  di aver preso in carico le somme per la riscossione;
    c) in presenza di fondato pericolo per il  positivo  esito  della riscossione, decorsi sessanta giorni dalla notifica degli atti di cui alla lettera a), la riscossione delle somme  in  essi  indicate,  nel loro ammontare integrale comprensivo di interessi  e  sanzioni,  puo’ essere affidata in carico agli agenti della riscossione  anche  prima
dei termini previsti alle lettere a) e b). Nell’ipotesi di  cui  alla presente lettera, e ove gli agenti della riscossione, successivamente all’affidamento in carico degli atti di cui alla lettera a),  vengano a conoscenza di elementi idonei a dimostrare il fondato  pericolo  di pregiudicare la riscossione, non opera la  sospensione  di  cui  alla
lettera b) e l’agente della riscossione non  invia  l’informativa  di cui alla lettera b);
    d) all’atto dell’affidamento e, successivamente, in  presenza  di nuovi elementi, il  competente  ufficio  dell’Agenzia  delle  entrate fornisce, anche su richiesta dell’agente della riscossione, tutti gli elementi  utili  ai  fini  del  potenziamento  dell’efficacia   della riscossione, acquisiti anche in fase di accertamento;
    e) l’agente della riscossione, sulla base del titolo esecutivo di cui alla lettera a) e senza la preventiva notifica della cartella  di pagamento,  procede  ad  espropriazione  forzata  con  i  poteri,  le facoltà e le modalità previste dalle disposizioni che  disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.  Ai  fini  dell’espropriazione  forzata
l’esibizione dell’estratto dell’atto di cui  alla  lettera  a),  come trasmesso all’agente della riscossione con le  modalità  determinate con il provvedimento di cui alla lettera b), tiene luogo, a tutti gli effetti, dell’esibizione dell’atto stesso in  tutti  i  casi  in  cui l’agente della riscossione ne attesti la provenienza. Decorso un anno dalla notifica degli atti indicati alla lettera a),  l’espropriazione forzata e’ preceduta dalla notifica dell’avviso di  cui  all’articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n. 602. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 24 settembre 2015, n. 159));
    f) a partire dal primo giorno successivo al termine ultimo per la presentazione del ricorso, le somme richieste con  gli  atti  di  cui alla lettera a) sono maggiorate degli interessi di mora nella  misura indicata dall’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, calcolati a partire dal giorno  successivo
alla  notifica  degli  atti  stessi;  all’agente  della   riscossione spettano l’aggio, interamente a carico del debitore,  e  il  rimborso delle spese relative alle procedure esecutive, previsti dall’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112;
    g)  ai  fini  della  procedura  di  riscossione  contemplata  dal presente comma, i riferimenti contenuti in norme vigenti al  ruolo  e alla cartella di pagamento si intendono effettuati agli atti indicati nella lettera a) ed i riferimenti alle  somme  iscritte  a  ruolo  si intendono  effettuati  alle  somme   affidate   agli   agenti   della
riscossione secondo le disposizioni del presente comma; la  dilazione del pagamento prevista dall’articolo  19  dello  stesso  decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  602,  può  essere concessa  solo  dopo  l’affidamento  del  carico   all’agente   della riscossione e in caso di ricorso avverso gli atti di cui alla lettera
a)  si  applica  l’articolo  39  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
    h)  in  considerazione  della  necessita’  di  razionalizzare   e velocizzare tutti i processi di riscossione coattiva, assicurando  il recupero di efficienza  di  tale  fase  dell’attività  di  contrasto all’evasione, con  uno  o  più  regolamenti  da  adottare  ai  sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,  anche
in  deroga  alle  norme   vigenti,   sono   introdotte   disposizioni finalizzate a razionalizzare, progressivamente, coerentemente con  le norme di cui al presente comma, le procedure di riscossione  coattiva delle  somme  dovute  a  seguito  dell’attività di   liquidazione, controllo e accertamento sia ai fini delle imposte sui redditi e  sul
valore  aggiunto  che  ai  fini  degli  altri  tributi   amministrati dall’Agenzia delle entrate e delle altre entrate riscuotibili a mezzo ruolo.

Fonte: Il Sole 24 Ore